Sport violenti

Tutto è iniziato tre sere fa quando, dopo aver dato di matto con l’uomo paziente che mi manda scherzosi messaggi ogni tanto, nonché proprietario di un bel barchino a vela da 21 metri, mi è giunto un diverso bip su whatsapp.
La rubrica del cellulare mi si è cancellata due volte in due settimane, ma io, veloce come una gazzella e furba come una faina, ho visto il nome del mittente prima che…

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Clear

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Guardo un bel film e scompaio da qui e sono lì dentro.

Prove del l’immortalità dell’anima. Trasformeremo l’impero in una repubblica spirituale. Perché mai dovrei preoccuparmi di un mago?

Ho conosciuto un mago, è un mio amico. E’ argentino e si chiama Sebastian. E’ un ragazzotto piccolino, con gli occhi azzurri, che gira le mani e le carte e gli angoli della bocca trasformandoli in sorrisi, i miei…

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So far, so good

So far, so good

Mentre ancora fa eco nelle mia testa il commento dell’infermiere alto, magro e vecchio sui generali a due o tre botte ed i tempi andati in cui essi godevano di quindici giorni di cure termali in compagnia delle loro amichette per poi tornale uomini tutti d’un pezzo e tutto l’anno dalla loro famiglia, mentre giro nella testa l’informazione avuta ieri sera che probabilmente l’anno prossimo andrò a…

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Piselli e patate

Vorrei parlare di  ortaggi. Ma parlare di ortaggi, si sa, è difficile e delicato. La gente reagisce sempre in maniera strana quando parli di ortaggi. Abbiamo rapporti conflittuali, a volte, con loro.

La questione è piuttosto semplice: non capisco. E quando non capisco, io, non mi do pace.

Mi capita di sentir raccontare da qualche amica in carne e ossa e da qualche amica di quelle virtuali, che…

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Sei quello che sei

Sei quello che sei

Nel novembre del 2012 sono andata a Dubai per lavoro: solite cose e avevo scritto pure un post a riguardo. Quello che però mi era successo di singolare non l’ho ancora scritto.
Nel rientrare in Italia ho preso un volo da sola, senza clienti o colleghi, e come sempre ho iniziato a riprendere fiato non appena salita in cabina: i viaggi di lavoro all’estero mi fanno sempre lo stesso effetto d’apnea.

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Entrare in un labirinto e uscirne

Entrare in un labirinto e uscirne

Qualche giorno fa sono andata a perdermi nel labirinto del giardino di Villa Pisani, a Stra, in provincia di Venezia. Questo labirinto è tra i più belli d’Italia ed è stato progettato dall’architetto e poeta padovano Gerolamo Frigimelica Roberti. E’ costruito attualmente da nove anelli concentrici di siepi di bosso, interrotti qua e là per rendere più difficile e divertente la ricerca dell’unica…

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Sognatori, concerti e viaggi

Posted by rO

E così Marcos ha cambiato nome.
Io lo capisco. Uno ad un certo punto della vita può avere delle motivazioni più che sensate per morire e rinascere.
Lui per altro ne ha anche parecchie e serie.
Muore il simbolo creato più di venti anni fa per dare voce alle popolazioni povere e represse del Messico, perché c’è oggi una nuova generazione di rappresentanti di quella gente che é in grado di farsi sentire direttamente. Nasce invece il Subcomandante Galeano, omonimo dell’uomo ucciso brutalmente a inizio maggio da chi ha interessi a sfruttare quei territori messicani senza alcun rispetto per chi ci vive da sempre, che tanto, povero, è poco utile al progresso. Espropriare la terra per portare ricchezza. Dighe per portare elettricità.
Gli Stati Uniti, L’Europa e il mondo avanzano.
Tu, imprenditore italiano, è vero che non vedi l’ora di esportare i tuoi prodotti in Messico?
La risposta è dentro di te, però é sbagliata.

E’ tempo di concerti, s’avvicina l’estate. Tra una ventina di giorni sarò tra migliaia di persone ad ascoltare i Pearl Jam, poi gli Arcade Fire e non so ancora se ci andrò da sola o in compagnia. Probabilmente sola. Forse a fine luglio un altro concerto, idea nata piuttosto per caso.

Due giorni fa ho visto che Manu Chao terrà uno spettacolo a giugno, così ieri sera ho collegato le cuffiette al cellulare e mi sono messa ad ascoltare qualche canzone, a vedere qualche video. C’era anche questo:


Manu Chao nella mia testa è l’anno che ho passato in Erasmus. Mi ha riportato al pensiero di come me ne fottevo di un sacco di cose durante quell’anno e di come era poco importante l’apparenza: soldi non ne avevo io e non ne avevano le persone che frequentavo, quindi il risultato sul mio aspetto era veramente deprecabile ma rimanevo nella media, mi integravo. Mi sentivo piuttosto libera. Ho fatto anche molti pianti però, perché mi sentivo desolatamente sola e tutto rispetto a casa mia in Italia mi sembrava brutto e cadente: l’Italia è meravigliosa e la bellezza, sia d’arte, di natura, di libri o musica, é importante nella mia vita.
Ricordo che per i primi mesi me ne stavo la sera – e le sere iniziavano sorprendentemente presto – nella mia camera ascoltando la radio, ed era un periodo di Massive Attack e Tricky.
Poi avevo cambiato casa e musica: Manu Chao, di cui ho ben impresse le canzoni di almeno due album.

Chi lo direbbe che la signorina Ro dentro si senta così poco incline alla globalizzazione?
Ho dato un libro con alcune storie scritte da Marcos a un amico. Gli ho chiesto un paio di volte se gli piaceva. Mi ha risposto che è facile da leggere in fondo, perché sono storielle. Sì, forse non voleva dire questo e basta, ma chissà se la storiella è stata chiara e se ha capito qualcosa di me.

Al concerto di Manu Chao non potrò andarci, per lo meno non a giugno e poi comunque forse non ci andrei perché facilmente dovrei andarci da sola: tra meno di un mese vado negli Stati Uniti, che sono un posto bello, come tutti i posti, e molto più brutto di altri.
Non ci vado per vacanza e l’ultima volta che sono stata a New York sono tornata solo con i ricordi che ho portato nella mia testa.
Raramente porto a casa qualcosa dai miei viaggi e di solito, eventualmente, sono cibo.

More than feeling like a Sir

More than feeling like a Sir

Le riunioni creative che hanno dato il via alla campagna informativa Movember sul tumore alla prostata me le immagino in Agosto, cioè nell’inverno australiano, e con parecchie donne partecipanti. L’idea era quella di cambiare il volto alla salute degli uomini e darne segnale facendosi crescere i baffi nel mese di novembre.
Altro che hipster o ispirazioni alla Clark Gable!
A distanza di molti anni…

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